Dal Vangelo secondo Giovanni 19,25-27
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Parola del Signore
Sotto un cielo gravido di mistero, ai piedi della croce dove il tempo sembra fermarsi, il respiro del mondo si fa lento e contemplativo. Maria sta lì, salda nell’amore pur nel mare del dolore, avvolta in un silenzio che custodisce la speranza infinita. Gesu, con uno sguardo che trapassa la penombra e riempie l’universo di luce, compie l’ultimo e piu profondo dei miracoli: intreccia le anime. «Donna, ecco tuo figlio!» sospira, ed e come se una brezza d’eternita accarezzasse la terra soffocata dal buio, trasformando il pianto in un grembo accogliente. Poi verso il discepolo amato: «Ecco tua madre!», e quelle parole non soffiano via la vita, ma la moltiplicano, espandendosi come l’eco di una ninnananna celeste che scende a consolare l’umanita intera. In quel momento supremo, la sofferenza perde il suo pungiglione e si dilata in un abbraccio infinito, un ponte di stelle gettato tra il Cielo e le fragilita della terra. Giovanni la accoglie tra le sue cose piu care, portandosi a casa non un ricordo profondo, ma il battito stesso del cuore di Dio, la dolcezza di una presenza che mai piu lascera il mondo solo. È l’alba segreta di una nuova famiglia universale, dipinta con i colori della grazia, dove ogni ferita diventa una feritoia di luce e nessuno e piu orfano.
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️