A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore

Sotto un cielo trapuntato di stelle, il Vangelo di Luca ci susurra una verità trasparente e profonda: «A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto». Non è un monito severo o una minaccia che spegne la speranza, ma un invito a svegliarsi da un lungo torpore e a contemplare la bellezza della responsabilità. Immaginiamo per un istante il mondo di oggi come un immenso giardino che ci è stato affidato, colmo di strumenti straordinari, sapienza senza confini, scoperte scientifiche e risorse tecnologiche mai viste prima. Eppure, proprio mentre fluttuiamo in questo mare di possibilità, rischiamo di addormentarci, dimenticando che ogni dono porta con sé il respiro di una missione verso l’altro. La vera grandezza dei tempi moderni non risiede nel possedere di più o nell’accumulare riserve, ma nel farsi custodi attenti e premurosi della fragilità altrui, dei diritti umani e del pianeta che ci ospita. Essere destinatari di grandi opportunità culturali ed economiche significa diventare fari nella notte, capaci di trasformare il molto ricevuto in ponti di solidarietà, giustizia e speranza condivisa.

​Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

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