Il silenzio, il monaco e il mondo.

Il silenzio permette di vivere viaggi che suscitano grande emozione. In questo andare puoi vedere tante cose, incontrare mondi e realtà che non hai mai conosciuto, scoprire cose di te che non immaginavi … L’eremo offre questa possibilità. Se vuoi siamo qui. Intanto condividiamo una piccola storia…

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La storia di un novizio

Un  novizio volle un giorno rinunciare al mondo. Disse all’anziano: “Voglio diventare monaco”. L’anziano rispose: ” Non ce la farai”. L’altro disse: “Ce la farò”. L’anziano disse: “Se realmente lo vuoi, va’, rinuncia al mondo, poi vieni ad abitare nella tua cella. Egli se ne andò, donò ciò che possedeva, tenne per sé cento monete e tornò dall’anziano. L’anziano gli disse: « Va’ ad abitare nella tua cella ». Andò ad abitarvi. Mentre era là i suoi pensieri gli dissero: « La porta è vecchia e deve essere sostituita ». Andò dunque a dire all’anziano: «I miei pensieri mi dicono: La porta è vecchia e deve essere sostituita ». L’anziano gli rispose: « Tu non hai ancora rinunciato al mondo; va’, rinuncia al mondo, e poi abita qui». Se ne andò, donò novanta monete, ne tenne dieci e disse all’anziano: « Ecco, ho rinunciato al mondo ». L’anziano gli disse: « Va’, abita nella tua cella ». Andò ad abitarvi. Mentre era là i suoi pensieri gli dissero: «Il tetto è vecchio e deve essere rifatto ». Andò dall’anziano: « I miei pensieri mi dicono: Il tetto è vecchio e deve essere rifatto ». L’anziano gli disse: « Va’, rinuncia al mondo ». Il fratello se ne andò, donò le dieci monete e tornò dall’anziano: « Ecco che ho rinunciato al mondo ». Mentre era nella sua cella i suoi pensieri gli dissero:«Ecco, tutto è vecchio, verrà il leone e mi mangerà ». Espose i suoi pensieri all’anziano che gli disse: « Vorrei che tutto cadesse su di me e che il leone venisse a mangiarmi, per essere liberato dalla vita. Va’, dimora nella tua cella e prega Dio ».

Che fare per piacere a Dio

Un tale chiese al padre Antonio: «Che debbo fare per piacere a Dio?». E l’anziano gli rispose: «Fa’ quello che io ti comando: dovunque tu vada, abbi sempre Dio davanti agli occhi; qualunque cosa tu faccia o dica, basati sulla testimonianza delle Sante Scritture; in qualsiasi luogo abiti, non andartene presto. Osserva questi tre precetti, e sarai salvo»

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Antonio il grande

Giudizio di Dio

Un fratello chiese al padre Ammone: «Dimmi una parola». L’anziano gli disse: «Ecco, poniti in mente ciò che pensano i malfattori in prigione: essi domandano sempre a tutti dov’è il giudice e quando verrà, e piangono nell’attesa del castigo. Allo stesso modo il monaco deve sempre essere attento, e accusare l’anima sua dicendo: – Guai a me, come potrò presentarmi al tribunale di Cristo?  Come potrò giustificarmi dinanzi a lui? Se tu ripeti questo incessantemente, potrai salvarti»

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Vivere la stessa vita di Gesu’

Domani 1 dicembre ricorre il centesimo anno della morte di Charles de Foucauld … Scoperto Gesù ha voluto vivere la sua stessa vita.

Resosi conto che «nessuna congregazione della Chiesa dà oggi la possibilità di condurre con Lui questa vita ch’Egli ha condotto in questo mondo», si domanda se «non è il caso di cercare alcune anime con le quali […] formare un inizio di piccola Congregazione di questo genere:

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La Chiesa che “viene”

… Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare molti degli edifici che aveva costruito nella prosperità. Poiché il numero dei suoi fedeli diminuirà, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. In contrasto con un periodo precedente, verrà vista molto di più come una società volontaria, in cui si entra solo per libera decisione.

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Il diacono “servo inutile”.

Il diacono «servo inutile»
La preziosità del ruolo liturgico del diacono è proporzionale alla sua fragilità: il fatto che i
gesti rituali propri del diacono possano essere tutti sostituiti dal prete, o da un fedele laico, ne fanno una figura non indispensabile. In questa fragilità è tuttavia possibile vedere il simbolo della condizione del vero servizio, che è sempre all’insegna dell’umiltà e della discrezione. A chi ragiona nella prospettiva della mera utilità pratica, il ministero del diacono apparirà inevitabilmente come una pericolosa clericalizzazione dei laici. Per chi ha compreso, invece, che se la Chiesa ha bisogno di diaconi, non è perché mancano i preti, ma perché sia più pienamente Chiesa, rimane il compito essenziale di un serio discernimento, perché la chiamata al
ministero poggi su un effettivo carisma di mediazione e di servizio, capace di adattarsi alle molteplici necessità della comunità.

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Aquila e Priscilla