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Lascia il potere e abbraccia i poveri

Mosè lascia i potenti e difende gli oppressi. Ha passione per i poveri e sfida il potere dei tiranni. Nonostante ciò non è riconosciuto e perfino rifiutato. Anche Lui è uno scartato.

Scartato dal suo popolo fa l’esperienza del rifugiato. Soffre per il suo popolo e nel deserto scopre la libertà.

È accolto da straniero e tale resta anche se sposa la figlia del sacerdote madianita. Al figlio darà il nome di Gherson (io sono straniero).

Gli israeliti, intanto, gridano la sofferenza per l’oppressione come accade anche oggi ai poveri, agli scartati e ai rifiutati

Dio vede ciò che accade e sceglie i poveri e gli oppressi, gli esclusi e quanti sono messi ai margini. Lui è un Dio fedele e non tarderà a farsi presente.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Esodo 2, 11-25

11Un giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i loro lavori forzati. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli. 12Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano e lo sotterrò nella sabbia. 13Il giorno dopo uscì di nuovo e vide due Ebrei che litigavano; disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo fratello?».14Quegli rispose: «Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di potermi uccidere, come hai ucciso l’Egiziano?». Allora Mosè ebbe paura e pensò: «Certamente la cosa si è risaputa». 15Il faraone sentì parlare di questo fatto e fece cercare Mosè per metterlo a morte. Allora Mosè fuggì lontano dal faraone e si fermò nel territorio di Madian e sedette presso un pozzo.
16Il sacerdote di Madian aveva sette figlie. Esse vennero ad attingere acqua e riempirono gli abbeveratoi per far bere il gregge del padre. 17Ma arrivarono alcuni pastori e le scacciarono. Allora Mosè si levò a difendere le ragazze e fece bere il loro bestiame. 18Tornarono dal loro padre Reuèl e questi disse loro: «Come mai oggi avete fatto ritorno così in fretta?». 19Risposero: «Un uomo, un Egiziano, ci ha liberato dalle mani dei pastori; lui stesso ha attinto per noi e ha fatto bere il gregge». 20Quegli disse alle figlie: «Dov’è? Perché avete lasciato là quell’uomo? Chiamatelo a mangiare il nostro cibo!». 21Così Mosè accettò di abitare con quell’uomo, che gli diede in moglie la propria figlia Sipporà. 22Ella gli partorì un figlio ed egli lo chiamò Ghersom, perché diceva: «Vivo come forestiero in terra straniera!».
23Dopo molto tempo il re d’Egitto morì. Gli Israeliti gemettero per la loro schiavitù, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavitù salì a Dio. 24Dio ascoltò il loro lamento, Dio si ricordò della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe. 25Dio guardò la condizione degli Israeliti, Dio se ne diede pensiero.

Dotti, medici e sapienti contro Francesco

Dotti medici e sapienti
studiano,
si consultano,
parlottano tra loro,
condannano in nome della legge e
scrivono sentenze.

Agiscono con l’odio nel cuore,
hanno paura di perdere il potere e
cercano di fermare la valanga.

Qualcosa lascia credere
che potrebbero anche vincere e
screditano il Papa.

Scrivono lettere subdole,
mascherano l’odio con parole accattivanti,
si ergono a difensori delle legge ed
in realtà difendono solo il loro potere.

Li riconosci dai gesti duri,
dai sorrisi quasi sempre beffardi,
dall’aria di sufficienza,
di chi crede di saperne più di tutti.

Questi “ominielli”
isolano, escludono e
si pensano i depositari della verità.

Ogni cristiano cattolico,
ogni uomo libero,
ogni uomo che ama l’altro
si stringa attorno a Francesco,
chi può e vuole preghi,
gli altri lo difendano da ogni male
e da ogni tentativo di delegittimazione
dai finti cattolici che in nome di una
tradizione fatta Legge
tradiscono la misericordia di Dio e
giungono finanche
a lanciare pietre contro il Papa.

Chi parla male del Papa
non è cattolico e oggi
vuole solo difendere la sua
nicchia di potere.

Franca e Vincenzo osb-cam

Il Vescovo e il diacono

Ci fu un tempo nel quale nella nostra Chiesa si raccomandava a Vescovo e diaconi (che sono a servizio del Vescovo) di essere mariti di una sola moglie.

Al Vescovo si chiedeva di essere  “sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia guidare bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi e rispettosi, perché, se uno non sa guidare la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?”.

Allo stesso tempo i diaconi venivano chiamati a servire se in possesso di alcune caratteristiche.

I diaconi erano scelti tra “persone degne e sincere nel parlare, moderati nell’uso del vino e non avidi di guadagni disonesti, e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. … I diaconi siano mariti di una sola donna e capaci di guidare bene i figli e le proprie famiglie”.

Queste sono le cose che si richiedevano a Vescovi e diaconi …. Ed oggi? Anche oggi è cosi con un’unica differenza relativa alla possibilità di avere una sposa. Su questo punto sia il cristianesimo d’Oriente (ortodossi) che il nostro concordano nel consentire l’ordinazione episcopale solo a sacerdoti non sposati. Tra gli ortodossi, infatti, ci sono anche sacerdoti sposati cosa che per molti secoli (fino a circa il 1000 d.C.) era possibile anche per i cattolici. Preti sposati cattolici, però, ci sono ancora oggi anche in Italia  in zone circoscritte e definite dalla presenza di cristiani di rito orientale ma rimasti fedeli al papa. E dove stanno? A Piana degli Albanesi in Sicilia e in Calabria a Lungro.

Franca   e Vinceno osb-cam

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
1Tm 3,1-13

Figlio mio, questa parola è degna di fede: se uno aspira all’episcopato, desidera un nobile lavoro. Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola donna, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia guidare bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi e rispettosi, perché, se uno non sa guidare la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio? Inoltre non sia un convertito da poco tempo, perché, accecato dall’orgoglio, non cada nella stessa condanna del diavolo. È necessario che egli goda buona stima presso quelli che sono fuori della comunità, per non cadere in discredito e nelle insidie del demonio.
Allo stesso modo i diaconi siano persone degne e sincere nel parlare, moderati nell’uso del vino e non avidi di guadagni disonesti, e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. Perciò siano prima sottoposti a una prova e poi, se trovati irreprensibili, siano ammessi al loro servizio. Allo stesso modo le donne siano persone degne, non maldicenti, sobrie, fedeli in tutto. I diaconi siano mariti di una sola donna e capaci di guidare bene i figli e le proprie famiglie. Coloro infatti che avranno esercitato bene il loro ministero, si acquisteranno un grado degno di onore e un grande coraggio nella fede in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

La Chiesa e’ il popolo di Dio riunito attorno alla mensa

Che cosa vuol dire essere “Popolo di Dio”?

Cominciamo con il dire che  la Chiesa siamo tutti noi insieme riuniti nel nome di Gesù Cristo. Un popolo di battezzati che fa dell’amore la sua unica legge e che amando porta speranza e salvezza per costruire qui è adesso il Regno di Dio. Questo e non altro ci ha detto il Concilio Vaticano II. Se qualcuno vi dirà o farà capire che nella Chiesa c’è chi comanda e chi ubbidisce dice cose non vere. Nella Chiesa c’è la partecipazione di tutti alla costruzione del Regno secondo la legge dell’amore e chi ama e ama davvero non comanda ma ama appunto. Ogni mancanza d’amore è  un tradimento del Signore e della sua unica e vera Legge (“Vi do un comandamento nuovo che vi amiate gli uni gli altri come vi ho amato io … – cioè fino alla morte e alla morte di croce-). Chi esercita il suo servizio in modo autoritario tradisce il Vangelo, tradisce Cristo; chi impedisce all’altro di svolgere il suo servizio è un traditore di Cristo e della legge dell’amore; chi crede di essere migliore dell’altro abusa del suo stato e offende il Signore. Si potrebbe continuare ma lasciamo la parola a papa Francesco e rileggiamo cosa dice Lui a questo proposito.

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E fu cosi che prete e pololo di Dio si guardarono …

Il Concilio fu davvero una grande svolta. Con la Costituzione sulla liturgia i fedeli non furono più considerato spettatori ma divennero soggetti attivi. Si cominciò a pregare in modo nuovo e a vivere la stessa fede in modo nuovo … Le discussioni furono aspre ma alla fine si decise l’uso delle lingue nazionali. La Sacrosanctum Concilium fu approvata con soli quattro voti contrari.

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La distribuzione del necessario

L’abate, che deve dare ai monaci il necessario, deve considerare le varie personalita`; non che deve fare preferenze (v.2), ma tener conto delle debolezze (v.3). Ancora una volta San Benedetto e` dalla parte dei piu` deboli: piu` che esigere molto o il massimo da tutta la comunita`, nella legislazione si parte dalla necessita` dei meno dotati. …

Nonostante le cosi` nobili e ragionevoli osservazioni, San Benedetto sa che i monaci rimangono uomini e, come tali, sono portati ad essere invidiosi. Per questo, a proposito della disuguale – pero` giusta! – distribuzione del necessario, cioe` delle cose in dotazione al singolo monaco, – cose quindi diverse e in misura diversa -, introduce una severa condanna del vizio della mormorazione. San Benedetto insistera` altrove  contro la mormorazione, “cancro delle comunita`”. Si notino le forti espressioni con l’accumulo di termini: “ante omnia” <soprattutto>; “pro qualiscumque causa” <per qualsiasi ragione>; “in aliquo qualicumque verbo vel significatione” <in qualsiasi parola o altro gesto>. Le rivendicazioni, il malcontento, l’acidita` nel monastero sono veramente l’antitesi della PAX che invece deve regnare. La carita` insomma, e solo la carita`, rende possibile “l’utopia” di avere tutto in comune, secondo il meraviglioso – e purtroppo di breve durata – esempio della prima Chiesa di Gerusalemme.

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Uomini dal cuore impuro

«Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

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“I care” … Mi interessa.

Stamattina condividiamo una piccola riflessione sull’indifferenza che, purtroppo, attraversa tante vite di questo nostro tempo e rilanciamo l’appello del papa a non perdere la speranza.

Papà Francesco a ripetizione ha parlato dell’indifferenza che è un segno negativo del nostro tempo. In realtà l’indifferenza uccide l’anima, uccide più dell’odio e si dice che sia il peggior disprezzo. Come tutto questo sia vero lo sa chi la subisce. Ci si sente ignorati, non considerati, si avverte un diffuso senso di isolamento e in circostanze pubbliche si riceve un breve cenno di saluto solo se si incrociano gli sguardi.

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La Chiesa dei piccoli fa sognare

Ventosa è  un piccolo Borgo tra le colline degli aurunci. La Chiesa orientata a levante è  dedicata a San Martino ed era il cuore di un convento benedettino legato a Montecassino come tutti i borghi vicini. In questa Chiesa che custodisce l’unico affresco del territorio dell’artista di Castelforte Aldo Falso, questa sera è  stato presentato il libro fotografico che don Simone ha dedicato a San Giovanni Paolo II.

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