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Arturo Paoli: “Prima fai e poi capirai”.

L’ESPERIENZA DEL DESERTO E L’ASCOLTO DELLA VOCE INTERIORE DIVINA DEL CUORE .

PRIMA FAI L’ESPERIENZA POI CAPIRAI …… DI ARTURO PAOLI

Ricordatevi sempre che il metodo di Dio è questo : prima fai , poi capirai …
A quel punto ho scoperto la regola :
prima fai… anzi,fai e basta !
Fallo , senza interrogarti troppo , perché non riusciresti a capire .
Fallo , perché quello che stai vivendo ti sembrerà frutto di una violenza .
Fallo ,perché penserai che tutto sia organizzato da uomini
che non ti amano , dai tuoi nemici .
Fallo lo stesso , avanti , avanti ,
dopo capirai .

Sono stato spazzato via .
Una voce mi tormentava:
non sei più un educatore , macchè educatore ,
macché formatore .
Basta , basta ,
via di qua , via di qua !
Pensavi di fare del bene ,
ma forse facevi del male .
Via , via , via !

E sono andato via ,
nel deserto.
E nel deserto ho spazzato via tutto ,
mentre la voce mi rimproverava :
per parlare di Dio agli altri ,
insegnavi che Dio è Trinità ,
Che siamo fatti dell’Essenza del Padre.
Ti piacevano molto i teologi, i Credo ,
le esposizioni , le teorizzazioni.
Eri un grande maestro nell’insegnare
tutte queste belle cose. Forse le vivevi anche ,
o forse più che viverle , le vivacchiavi .
Ricordi ?
Ora nel deserto , tutto via ,
tutto spazzato via : via tutti i libri , tutti spariti ,
portati via dal vento , non è rimasto nulla ,
proprio nulla .

E quindi : il nulla ! E Dio dov’è ?
Anche Lui , questo Dio ,
spazzato via con i libri , con le teorie , con le idee.
Guardalo lassù Dio , guardalo sta volando con gli uccelli ,
in mezzo alle nuvole .
Guardalo . Anche lui è volato via ,
lontano , lontano …….

Solo allora capirai che Dio non si può amare ,
che tu non puoi amare Dio , che amare Dio vuol direttamente
lasciarsi amare da Lui , accogliere il suo amore ,
perché tu non puoi aggiungere nulla all’amore infinito.
Pensi di poter aggiungere qualcosa a questo amore infinito ?
Che cosa ?
___________

Viaggi e viaggi

Si, ci sono viaggi e viaggi. Alcuni veloci, altri, invece, durano più giorni, qualcuno un mese, altri rarissimi, 0 tutta una vita, … e così diciamo che la vita è tutta un viaggio.

Ci sono persone che decidono di andare soli, altri, invece, scelgono un compagno, altri mettono al primo posto la meta e poi, magari imparano che la cosa più importanti non e l’arrivo ma il cammino appunto.

Per affrontare il cammino, però, sarà necessario attrezzarsi. A volte è necessario un abbigliamento leggero, altre volte uno più pesante o tutti e due. In certe occasioni il sostegno di un amico e/o la disponibilità a saper cogliere il momento giusto oppure la disponibilità e la forza a saper accogliere il mistero della vita che ci porta dove non vorremmo, magari in situazioni che non avevamo ne immaginato, ne mai sognato.  Ma perché scriviamo queste semplici considerazioni? Lo facciamo perché da un po’ abbiamo occasione di riflettere sul mistero di certi eventi che ci si parano davanti, o di certe persone che irrompono nelle nostre esistenze e sembrano turbare sogni e desideri, di altre che all’improvviso scompaiono o che scopri ti remano addirittura contro. Sono soggetti che di fatto intralciano cammini e, magari nascosti, oppongono ostacoli desiderosi solo di turbare la pace e spezzare il filo al quale ci si è legati e cercano di isolarti e lasciarti in balia delle onde in qualche landa deserta.

Peccato per loro, eventi o persone che siano, noi vi confessiamo, peccando, certamente, di poca umiltà di sentire in noi qualcosa di simile a quanto, in un certo momento della vita avverti Etty Hillesum:

«Mio Dio, prendimi per mano, ti seguirò da brava, non farò troppa resistenza. Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che mi verranno addosso in questa vita, cercherò di accettare tutto e nel modo migliore. Il calore e la sicurezza mi piacciono, ma non mi ribellerò se mi toccherà stare al freddo purché tu mi tenga per mano andrò dappertutto allora, e cercherò di non avere paura. E dovunque mi troverò, io cercherò di irraggiare un po’ di quell’amore, di quel vero amore per gli uomini che mi porto dentro. […] Una volta che si comincia a camminare con Dio si continua semplicemente a camminare e la vita diventa un’unica, lunga passeggiata».

E allora, adesso, con maggiore forza, riprendiamo davvero a camminare certi che, con Lui, non c’è d’aver paura.

Preghiera, lavoro, Parola, studio e accoglienza saranno, in maniera ancora più forte, i pilastri del nostro andare quotidiano. Non pretendiamo più nulla credendo anche di aver ricevuto moltissimo e, quindi, ci sentiamo anche più liberi e forti per continuare ad andare “controcorrente” consapevoli dei rischi ma anche della necessità di doverlo fare per non tarpare le ali ad una spinta forte che emerge dal nostro cuore.

Buon cammino anche a voi (o buona vita come abbiamo imparato a dire da un po’), e a chi deciderà di intraprendere il proprio viaggio con i nostri stessi ideali diciamo che insieme si va meglio e, forse, più lontano. Non vogliamo sprecare il tempo. Andiamo, non c’è più tempo da perdere. In verità neanche questa piccola sosta è stata una perdita di tempo. Anzi ci è servita a pensare meglio e a raccogliere idee per riprendere il viaggio.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Festa di San Romualdo

Luca 10, 21-24 …. 21In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 22Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
23E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Due parole su occhi che vedono e lacrime 

E a proposito di “occhi che vedono” scopriamo che “Mentre Romualdo nella cella salmodiava, si imbatté in questo versetto di un salmo: “Ti donerò la comprensione e ti istruirò nella via sulla quale cammini, terrò i miei occhi fissi su di te” (Sal 32,8). E subito sorse in lui una tale effusione di lacrime e la sua mente fu a tal punto illuminata per comprendere le divine Scritture che da quel giorno e in seguito, finché visse e ogni volta che voleva, gli fluivano assai facilmente lacrime abbondanti, e il significato spirituale delle Scritture cessava di restargli nascosto”. … sguardo e lacrime svelano come la legge di Dio sia nel cuore dei santi. buona festa di San Romualdo. 🌻

Desideri del cuore

La preghiera per gli altri fa vibrare il cuore di Dio. È un messaggio che, come una scossa, desta attenzione, apre porte chiuse, suscita emozioni e spinge Dio all’azione. Pregare per gli altri racconta bene del nostro cuore e Dio non vede l’ora di scrutare le profondità dei nostri desideri di bene. Questo è il tempo di alzare le mani al cielo e invocare le benevolenza di Dio per gli altri. Facciamolo bene, facciamolo presto e scopriremo la grandezza di un Padre che, con amore, saprà come ridare vita, coraggio e forza a chi è caduto nella tristezza. 💫

Franca e Vincenzo osb-cam

Salmo 19

Ti risponda il Signore nel giorno dell’angoscia,
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.

Ti mandi l’aiuto dal suo santuario
e dall’alto di Sion ti sostenga.

Si ricordi di tutte le tue offerte
e gradisca i tuoi olocausti.

Ti conceda ciò che il tuo cuore desidera,
adempia ogni tuo progetto.

Esulteremo per la tua vittoria,
nel nome del nostro Dio alzeremo i nostri vessilli:
adempia il Signore tutte le tue richieste.

Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato;
gli risponde dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra.

Chi fa affidamento sui carri, chi sui cavalli:
noi invochiamo il nome del Signore, nostro Dio.

Quelli si piegano e cadono,
ma noi restiamo in piedi e siamo saldi.

Da’ al re la vittoria, Signore;
rispondici, quando t’invochiamo.

 

Visioni in un cielo pieno di stelle

Un cielo pieno di stelle, un orizzonte pieno di futuro; immensità, progetti, sogni e desideri. Ci sono visioni che aprono speranze, silenzi che liberano pensieri, respiri che trasmettono presenze belle e appaganti. Sentiamo il bisogno di una guida che non ci faccia smarrire in una selva oscura, crediamo nella purezza e perfezione che proviene da Dio. È su queste fondamenta che possiamo costruire con saggezza una vita semplice e pacificata; è su queste rocce che troviamo scolpiti i segni e scopriamo le tracce di giudizi fedeli e giusti che desiderano essere seguiti offrendo oro fino, dolce miele e bontà che danno sollievo alla vita. Seguire questi “precetti” da sicurezza e illumina ogni oscurità salvandoci dalla vanagloria e dell’orgoglio. Ecco perché guardando l’immensità dei cieli, le stelle e il sole ripetiamo: “Signore, mia roccia e mio Redentore”. 🌈💫🌻

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Salmo 18

Al maestro del coro. Salmo. Di Davide

 

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,

per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale:
esulta come un prode che percorre la via.

Sorge da un estremo del cielo
e la sua orbita raggiunge l’altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti,

più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio Redentore.

Con Te oltre ogni confine

Il cielo, la terra, il mare, il fuoco, la grandine, entrano in gioco ad esprimere l’ira di Dio contro i suoi nemici, gli empi, i quali, infatti, non hanno solo cercato di colpire Israele, ma innanzitutto lui, il Re d’Israele, il Signore dell’universo. Gli empi sono coloro che hanno varcato quella misura di peccato, che genera l’ira assoluta di Dio, che pur manda il sole sui buoni e sui cattivi.
Si ha un crescendo nell’imponente descrizione dell’intervento di Dio. L’inizio dell’intervento di Dio è un terremoto: “La terra tremò e si scosse; vacillarono le fondamenta dei monti”: è il primo segno dello sfogo dell’ira di Dio sui suoi nemici. Dio viene presentato come una fornace di fuoco in cielo: “Dalle sue narici saliva fumo, dalla sua bocca un fuoco divorante, da lui sprizzavano carboni ardenti”. Il cielo viene abbassato con una nuvolaglia nera e Dio scende in combattimento cavalcando un cherubino, che vola in mezzo alle nubi nere e basse. Il guerriero squarcia al suo passaggio le nubi che riversano grandine in un immane bombardamento della terra e carboni di fuoco (i fulmini) che la incendiano. Infine il mare si riversa sulla terra in un immane diluvio che spazza via quanto è rimasto dei nemici di Dio: “Allora apparve il fondo del mare, si scoprirono le fondamenta del mondo”. Il popolo di Dio invece rimane indenne, come nel passaggio nel mar Rosso, poiché il Signore lo sottrae alla furia delle acque: “Stese la mano dall’alto e mi prese, mi sollevò dalle grandi acque”.

L’uomo di preghiera che ha visto evolvere una situazione nella quale era impossibile che ne uscisse vivo in situazione di vittoria, celebra la bontà di Dio, la giustizia di Dio; e divenuto capo forte di un popolo compatto, si propone di non temere mai delle armate dei nemici né delle loro fortezze: “Con te mi getterò nella mischia, con il mio Dio scavalcherò le mura. 🌻

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Ti amo, Signore, mia forza,

Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,
mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.

Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Mi circondavano flutti di morte,
mi travolgevano torrenti infernali;

già mi avvolgevano i lacci degli inferi,
già mi stringevano agguati mortali.

Nell’angoscia invocai il Signore,
nell’angoscia gridai al mio Dio:
dal suo tempio ascoltò la mia voce,
a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido.

La terra tremò e si scosse;
vacillarono le fondamenta dei monti,
si scossero perché egli era adirato.

Dalle sue narici saliva fumo,
dalla sua bocca un fuoco divorante;
da lui sprizzavano carboni ardenti.

Abbassò i cieli e discese,
una nube oscura sotto i suoi piedi.

Cavalcava un cherubino e. volava,
si librava sulle ali del vento.

Si avvolgeva di tenebre come di un velo,
di acque oscure e di nubi come di una tenda.

Davanti al suo fulgore passarono le nubi,
con grandine e carboni ardenti.

Il Signore tuonò dal cielo,
l’Altissimo fece udire la sua voce:
grandine e carboni ardenti.

Scagliò saette e li disperse,
fulminò con folgori e li sconfisse.

Allora apparve il fondo del mare,
si scoprirono le fondamenta del mondo,
per la tua minaccia, Signore,
per lo spirare del tuo furore.

Stese la mano dall’alto e mi prese,
mi sollevò dalle grandi acque,

mi liberò da nemici potenti,
da coloro che mi odiavano
ed erano più forti di me.

Mi assalirono nel giorno della mia sventura,
ma il Signore fu il mio sostegno;

mi portò al largo,
mi liberò perché mi vuol bene.

Il Signore mi tratta secondo la mia giustizia,
mi ripaga secondo l’innocenza delle mie mani,

perché ho custodito le vie del Signore,
non ho abbandonato come un empio il mio Dio.

I suoi giudizi mi stanno tutti davanti,
non ho respinto da me la sua legge;

ma integro sono stato con lui
e mi sono guardato dalla colpa.

Il Signore mi ha ripagato secondo la mia giustizia,
secondo l’innocenza delle mie mani davanti ai suoi occhi.

Con l’uomo buono tu sei buono,
con l’uomo integro tu sei integro,

con l’uomo puro tu sei puro
e dal perverso non ti fai ingannare.

Perché tu salvi il popolo dei poveri,
ma abbassi gli occhi dei superbi.

Signore, tu dai luce alla mia lampada;
il mio Dio rischiara le mie tenebre.

Con te mi getterò nella mischia,
con il mio Dio scavalcherò le mura.

La via di Dio è perfetta,
la parola del Signore è purificata nel fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia.

Infatti, chi è Dio, se non il Signore?
O chi è roccia, se non il nostro Dio?

Il Dio che mi ha cinto di vigore
e ha reso integro il mio cammino,

mi ha dato agilità come di cerve
e sulle alture mi ha fatto stare saldo,

ha addestrato le mie mani alla battaglia,
le mie braccia a tendere l’arco di bronzo.

Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza,
la tua destra mi ha sostenuto,
mi hai esaudito e mi hai fatto crescere.

Hai spianato la via ai miei passi,
i miei piedi non hanno vacillato.

Ho inseguito i miei nemici e li ho raggiunti,
non sono tornato senza averli annientati.

Li ho colpiti e non si sono rialzati,
sono caduti sotto i miei piedi.

Tu mi hai cinto di forza per la guerra,
hai piegato sotto di me gli avversari.

Dei nemici mi hai mostrato le spalle:
quelli che mi odiavano, li ho distrutti.

Hanno gridato e nessuno li ha salvati,
hanno gridato al Signore, ma non ha risposto.

Come polvere al vento li ho dispersi,
calpestati come fango delle strade.

Mi hai scampato dal popolo in rivolta,
mi hai posto a capo di nazioni.
Un popolo che non conoscevo mi ha servito;

all’udirmi, subito mi obbedivano,
stranieri cercavano il mio favore,

impallidivano uomini stranieri
e uscivano tremanti dai loro nascondigli.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.

Dio, tu mi accordi la rivincita
e sottometti i popoli al mio giogo,

mi salvi dai nemici furenti,
dei miei avversari mi fai trionfare
e mi liberi dall’uomo violento.

Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
e canterò inni al tuo nome.

Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre.

Pur calunniato non reagisce

Accade anche questo. E accade più spesso di quanto possiamo immaginare. L’uomo di preghiera è accusato d’empietà; una calunnia dei suoi nemici lo vuole mettere a morte. Ma egli presenta la sua causa a Dio, certo di non avere mancato. Egli chiede a Dio, quale giudice, di essere saggiato, scrutato nella notte, quando è solo con se stesso e riflette sul suo agire.
Egli ha seguito la parola del Signore e ha evitato per questo “i sentieri del violento”; non è entrato in collisione con loro. Ora, tuttavia, essi lo insidiano per distruggerlo.
I suoi nemici hanno il cuore indurito ad ogni luce di verità, e parlano con arroganza, quasi potessero accampare ragioni contro di lui: “Il loro animo è insensibile, le loro bocche parlano con arroganza”.
C’è un persecutore, che ha coinvolto altri, e l’uomo di preghiera chiede al Signore che con la sua spada (la sua Parola) lo abbatta, così da essere liberato dai malvagi: “con la tua spada liberami dal malvagio, con la tua mano, Signore, dai mortali”. Ma dopo avere domandato questo, cambia modo di porsi dinanzi ai suoi persecutori; ora domanda a Dio che sazi “il loro ventre”, e ne avanzi per i loro figli e nipoti. “Ne avanzi”, perché essi nel loro egoismo pensano solo a se stessi e solo quando c’è abbondanza ne danno anche a figli e nipoti.
L’uomo di preghiera invoca per loro ogni bene materiale. Per lui, invece, la contemplazione del volto di Dio, cioè della sua potenza e misericordia, per mezzo della pratica della giustizia, che è amare Dio e il prossimo. Per lui nel risveglio, nella vittoria dell’alba sul buio della notte, la contemplazione del Santuario dove è presente la gloria di Dio: “della tua immagine”. Nel giorno nel quale Cristo tornerà il giusto si sazierà della sua presenza.
💫🌻

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Salmo 16

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

Dal tuo volto venga per me il giudizio,
i tuoi occhi vedano la giustizia.

Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia.

La mia bocca non si è resa colpevole,
secondo l’agire degli uomini;
seguendo la parola delle tue labbra,
ho evitato i sentieri del violento.

Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.

Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole,

mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra.

Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,

di fronte ai malvagi che mi opprimono,
ai nemici mortali che mi accerchiano.

Il loro animo è insensibile,
le loro bocche parlano con arroganza.

Eccoli: avanzano, mi circondano,
puntano gli occhi per gettarmi a terra,

simili a un leone che brama la preda,
a un leoncello che si apposta in agguato.

Àlzati, Signore, affrontalo, abbattilo;
con la tua spada liberami dal malvagio,

con la tua mano, Signore, dai mortali,
dai mortali del mondo, la cui sorte è in questa vita.
Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre,
se ne sazino anche i figli e ne avanzi per i loro bambini.

Ma io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.

 

Dio e’ il nostro rifugio

L’uomo di preghiera considera il Signore il suo rifugio. Non mancano a lui le difficoltà, gli avversari violenti. Senza l’unione con lui ogni cosa non sarebbe più per lui un bene. Egli ama i santi, i giusti. Egli si sente in forte comunione con loro, e trova forza da questo. Gli empi, che incalzano costruendo e affermando idoli, non gli creano disagio perché la sua vita è nelle mani di Dio, e niente per lui sarebbe sulla terra un bene senza il sommo bene, che è Dio. L’uomo di preghiera considera come Dio lo aiuta e conforta e come per lui questo sia tutto. La forza dell’uomo di preghiera, la sua vera sicurezza e forza è proprio il Signore, che gli dà pace e letizia. L’uomo di preghiera non ha odio per gli empi e sono loro stessi ad escludersi dalla salvezza. L’uomo di preghiera è certo che Dio non lo abbandonerà. 💫🤗

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Salmo 15

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: “Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene”.

Agli idoli del paese,
agli dèi potenti andava tutto il mio favore.

Moltiplicano le loro pene
quelli che corrono dietro a un dio straniero.
Io non spanderò le loro libagioni di sangue,
né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.

Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi:
la mia eredità è stupenda.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

In cammino restando saldi in Dio

Pregare è la condizione per abitare nella tenda del Signore, e dimorare sul suo santo monte.
Sarà bello allora pregare con questo salmo guardando le stelle sentendosi alla reale presenza di Cristo. Questo ci aiuterà a vivere la vita secondo il Vangelo. Per questo va evitata ogni tentazione di disprezzo degli altri. Dobbiamo, però vedere il malvagio come un modello da non imitare. Dobbiamo anche separare il peccato dal peccatore, per non cadere nell’errore di giudicare e condannare.
Chi agisce con rettitudine, invece, rimane con Gesù e da Lui trae la forza per rimanerci insieme con sempre maggiore intensità d’amore. Egli “resterà saldo per sempre”.    🤗

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Salmo 14

Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sulla tua santa montagna?

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,

non sparge calunnie con la sua lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.

Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se ha giurato a proprio danno,
mantiene la parola;

non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

Lo stolto pensa: “Dio non c’e'”

L’uomo di preghiera attorno a sé vede violenza, cose abominevoli, stoltezza. Anche se non lo dicono egli indovina il pensiero dello stolto: “Dio non c’è”. Capisce che quel pensiero nasce da corruzione e dall’abuso della pazienza di Dio, che sembra essere assente. Il popolo è ingannato, condotto alla rovina. Eppure gli empi, i malvagi tremeranno di spavento davanti a Dio perché non pregano. Dio non abbandona il giusto. Gli empi vogliono che l’uomo di preghiera lasci la fede ma il Signore lo mantiene libero e vivo poiché è il suo rifugio. L’uomo di preghiera continua ad avere fede e chiede a Cristo la salvezza che ritrova nell’Eucaristia, presenza reale di Cristo sotto le specie del pane e del vino. 🤗

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Salmo 13

Lo stolto pensa: “Dio non c’è”.
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
non c’è chi agisca bene.

Il Signore dal cielo si china sui figli dell’uomo
per vedere se c’è un uomo saggio,
uno che cerchi Dio.

Sono tutti traviati, tutti corrotti;
non c’è chi agisca bene, neppure uno.

Non impareranno dunque tutti i malfattori,
che divorano il mio popolo come il pane
e non invocano il Signore?

Ecco, hanno tremato di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.

Voi volete umiliare le speranze del povero,
ma il Signore è il suo rifugio.

Chi manderà da Sion la salvezza d’Israele?
Quando il Signore ristabilirà la sorte del suo popolo,
esulterà Giacobbe e gioirà Israele.