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Mose’ accetta la sfida della missione

Nel racconto della missione Dio si rivela come il potente che ha la forza di realizzare quello che ha deciso.

È il Dio che interviene “con mano forte” … Ma il Dio dei segni non è creduto. A questo punto Dio affianca Aronne a Mosè e sceglie Israele come figlio primogenito.

La storia prosegue tra prove richieste a Mosè e ad una sorta di lotta tra Dio e l’uomo (Mosè) e la manifestazione di Dio al popolo schiavo in Egitto.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

 

Esodo 3,16 – 4,31

3,16Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: «Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, mi è apparso per dirmi: Sono venuto a visitarvi e vedere ciò che viene fatto a voi in Egitto. 17E ho detto: Vi farò salire dalla umiliazione dell’Egitto verso la terra del Cananeo, dell’Ittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso una terra dove scorrono latte e miele». 18Essi ascolteranno la tua voce, e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re d’Egitto e gli direte: «Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto, a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio».
19Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. 20Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo di che egli vi lascerà andare. 21Farò sì che questo popolo trovi grazia agli occhi degli Egiziani: quando partirete, non ve ne andrete a mani vuote.22Ogni donna domanderà alla sua vicina e all’inquilina della sua casa oggetti d’argento e oggetti d’oro e vesti; li farete portare ai vostri figli e alle vostre figlie e spoglierete l’Egitto». (Testo CEI2008)

1 Mosè replicò dicendo: «Ecco, non mi crederanno, non daranno ascolto alla mia voce, ma diranno: «Non ti è apparso il Signore!»». 2Il Signore gli disse: «Che cosa hai in mano?». Rispose: «Un bastone».3Riprese: «Gettalo a terra!». Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire. 4Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano e prendilo per la coda!». Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano.5«Questo perché credano che ti è apparso il Signore, Dio dei loro padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe». 6Il Signore gli disse ancora: «Introduci la mano nel seno!». Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco, la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve. 7Egli disse: «Rimetti la mano nel seno!». Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco, era tornata come il resto della sua carne. 8«Dunque se non ti credono e non danno retta alla voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo! 9Se non crederanno neppure a questi due segni e non daranno ascolto alla tua voce, prenderai acqua del Nilo e la verserai sulla terra asciutta: l’acqua che avrai preso dal Nilo diventerà sangue sulla terra asciutta».
10Mosè disse al Signore: «Perdona, Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono stato né ieri né ieri l’altro e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua». 11Il Signore replicò: «Chi ha dato una bocca all’uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore? 12Ora va’! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire». 13Mosè disse: «Perdona, Signore, manda chi vuoi mandare!». 14Allora la collera del Signore si accese contro Mosè e gli disse: «Non vi è forse tuo fratello Aronne, il levita? Io so che lui sa parlare bene. Anzi, sta venendoti incontro. Ti vedrà e gioirà in cuor suo. 15Tu gli parlerai e porrai le parole sulla sua bocca e io sarò con la tua e la sua bocca e vi insegnerò quello che dovrete fare. 16Parlerà lui al popolo per te: egli sarà la tua bocca e tu farai per lui le veci di Dio. 17Terrai in mano questo bastone: con esso tu compirai i segni».
18Mosè partì, tornò da Ietro suo suocero e gli disse: «Lasciami andare, ti prego: voglio tornare dai miei fratelli che sono in Egitto, per vedere se sono ancora vivi!». Ietro rispose a Mosè: «Va’ in pace!». 19Il Signore disse a Mosè in Madian: «Va’, torna in Egitto, perché sono morti quanti insidiavano la tua vita!». 20Mosè prese la moglie e i figli, li fece salire sull’asino e tornò nella terra d’Egitto. E Mosè prese in mano il bastone di Dio.
21Il Signore disse a Mosè: «Mentre parti per tornare in Egitto, bada a tutti i prodigi che ti ho messi in mano: tu li compirai davanti al faraone, ma io indurirò il suo cuore ed egli non lascerà partire il popolo. 22Allora tu dirai al faraone: «Così dice il Signore: Israele è il mio figlio primogenito. 23Io ti avevo detto: lascia partire il mio figlio perché mi serva! Ma tu hai rifiutato di lasciarlo partire: ecco, io farò morire il tuo figlio primogenito!»».
24Mentre era in viaggio, nel luogo dove pernottava, il Signore lo affrontò e cercò di farlo morire. 25Allora Sipporà prese una selce tagliente, recise il prepuzio al figlio e con quello gli toccò i piedi e disse: «Tu sei per me uno sposo di sangue». 26Allora il Signore si ritirò da lui. Ella aveva detto «sposo di sangue» a motivo della circoncisione.
27Il Signore disse ad Aronne: «Va’ incontro a Mosè nel deserto!». Egli andò e lo incontrò al monte di Dio e lo baciò. 28Mosè riferì ad Aronne tutte le parole con le quali il Signore lo aveva inviato e tutti i segni con i quali l’aveva accreditato.
29Mosè e Aronne andarono e radunarono tutti gli anziani degli Israeliti. 30Aronne parlò al popolo, riferendo tutte le parole che il Signore aveva detto a Mosè, e compì i segni davanti agli occhi del popolo. 31Allora il popolo credette. Quando udirono che il Signore aveva visitato gli Israeliti e che aveva visto la loro afflizione, essi si inginocchiarono e si prostrarono.

Dalla schiavitu’ alla liberazione

Per la prima volta si parla della terra promessa. Dio per liberare il suo popolo che soffre si serve di Mosè, si serve degli uomini e la salvezza passa attraverso l’obbedienza di chi Dio ha scelto come suo strumento.

Mosè si preoccupa per questa chiamata, vorrebbe forse sfuggire ma Dio gli assicura che sarà con lui. Mosè è incastrato, noi siamo incastrati …

Mosè riceve il compito di far uscire il popolo di Dio dalla situazione di schiavitù per essere condotto nella terra promessa e servire il Signore.

Siamo chiamati ad uscire dalle nostre schiavitù e prendere la via del servizio …

Abbiamo la forza e il coraggio di farci servi?

E cosa significa essere servi?

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Esodo 3, 7-12

7Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. 8Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. 9Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. 10Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». 11Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». 12Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».

Come uno che ha autorita’

Accogliete la parola di Dio
non come parola di uomini,
ma, qual è veramente, come parola di Dio.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

Tutti chiamati. Nessuno escluso.

Gesù chiama tutti,
chiede un distacco
non dalla vita ordinaria e
non dagli affetti,
ma dal male che ci abita.

Ad ognuno da una missione,
da il compito di annunciare,
e di testimoniare con la vita.

E così ogni opera dell’uomo
è opera di Dio,
segno del suo Amore,
possibilità di essere uno strumento nelle sue mani.

Gesù ci chiama tutti,
si affida a noi nonostante le nostre fragilità,
le nostre preoccupazioni,
le situazioni concrete

La nostra forza sarà la nostra fede,
e questa renderà le nostre povere mani di pescatori capaci di adempiere la missione.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore

Il Figlio amato sceglie i poveri

Dalla bottega di Giuseppe,
scende al Giordano,
dove, umilmente,
condivide la sorte degli uomini.

Battezzato dal Battista,
vide i cieli aperti,
(la Parola venire),
una colomba,
(lo Spirito scendere)
e ascoltò la voce del Padre
(Tu sei il Figlio amato).

Da oggi,
il cielo e la terra sono più vicini,
il velo del Tempio si è squarciato,
il dialogo con il Padre si è fatto vita,
vita che sceglie i poveri,
gli oppressi,
gli esclusi,
i malati,
gli ultimi,
i nulla,
i niente (gli anawin) …
vita che perdona e dona vita.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

Non temere … Vivi!!!

Non temere.
Non temere di prendere …
Non temere di accogliere …
Non temere di essere.

Incrocia lo sguardo,
soffermati sul luccichio degli occhi,
scruta le rughe,
ascolta le storie,
ringrazia e
sorridi alla vita.

Non temere, gioisci.
Non temere, esulta.
Non temere, rallegrati.
Non temere …
la tua preghiera è stata esaudita.

Se camminerai pieno di Spirito Santo,
la potenza dell’Altissimo,
cambierà molti cuori e tu…
proprio tu, Zaccaria, sarai strumento muto nelle mani del Padre.

Nel silenzio vedrai la potenza di Dio che toglierà ogni vergogna e ogni paura.

Non temere … Vivi!!!

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

+ Dal Vangelo secondo Luca

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso.
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Parola del Signore

Fuori le righe senza paura

Prepara e indica,
esorta e rimprovera,
Giovanni sa bene chi è e
cosa è stato inviato a fare.

La gente lo segue,
lo ascolta e si converte.

Le Autorità si allarmano,
si preoccupano di controllare e
di conoscere perché,
nulla deve sfuggire al loro comando,
tutti devono essere autorizzati.

Il Battista sfugge a questa logica,
egli non ha pretese,
non si colloca sul piedistallo,
Giovanni sa
di essere ponte tra antico e nuovo,
di essere inviato a preparare,
di essere piccolo,
di essere solo “voce”.

Ma le Autorità non vogliono capire
e allora indagano e interrogano,
sono cieche e timorose,
arroganti, chiuse al nuovo, invidiose e agiscono solo come  custodi del potere.

Giovanni continua la sua missione,
libero e forte, puro e semplice,
senza alcuna velleità di potere,
annuncia la presenza di Dio in mezzo,
denuncia la cecità del popolo
che non riconosce il Messia,
e invita a cambiare vita.

E noi, noi oggi,
lasciato libero lo spirito,
sappiamo ascoltare i Giovanni?
desideriamo riconoscere Gesù?
vogliamo davvero cambiare vita?

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Gv 1,6-8.19-28
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

Sulla strada

Un profeta,
un grande profeta
nessun uomo più grande di lui.

Giovanni il Battista
prepara i cuori ad accogliere Gesù,
apre una via,
e indica che sta per venire.

Apriamo il cuore,
disponiamo corpo e mente
e lasciamoci portare.

Spingeremo i nostri passi
dove Lui vorrà,
lo faremo con gioia
e questo farà di noi
strumenti buoni,
docili, umili e veri…
… presenza dell’Altissimo
sulle strade del mondo.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo Gesù disse alla folla: “In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda”.

Vegliate

Chi veglia aspetta. Aspetta il suo “padrone”. Aspetta il suo Signore, quello che gli ha affidato la sua casa. Un compito di fiducia, di grande fiducia. Siamo, quindi, investiti di una bella responsabilità che ci chiede un agire attivo. Un “fare” per “essere”; un vivere semplice, vero, autentico. Restiamo svegli (quindi “operativi”) aperti ad accogliere l’altro che incrociamo faccia a faccia per comunicare con parole e gesti che noi siamo fratelli e figli dello stesso Padre che ci ama e ci ha affidato la sua casa.

Franca e Vincenzo, oblati osb-cam

Mc 13,33-37
Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore

Curarsi di chi ha cura dell’altro

“Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse,13scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano”. Mc 6,12-13

Questa sera partiamo da questi due piccoli versetti di Marco per richiamare la nostra attenzione alla missione che è cura dell’altro non solo portando la Parola ma anche curandone il corpo.
Questa immagine fa sperimentare il primato dell’agire in nome di Dio che è la chiamata di tutti a farsi strumento della fecondità che è solo di Dio.
Non si tratta di un fare personale ma di un fare che viene da Lui e per Lui. Qui incontriamo chi soffre, chi è malato, chi è solo, chi è nel pianto … gli ultimi.
A questo siamo tutti chiamati: prenderci cura dell’altro e renderlo capace di fare altrettanto.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam