Fra i campi di grano

Ci sono tre cose che mancano nei Vangeli. Potresti essere sorpreso/a ma è proprio così. Nei vangeli penitenza, sacrificio, mortificazioni, sono tre vocaboli assenti. Nessuno dei tre è presente nell’insegnamento e nella figura di Gesù. Egli, piuttosto, ci invita alla gioia, ci spinge verso la felicità e ci incoraggia a sorridere alla vita. Oggi, infatti, dice a chiare note: “Misericordia io voglio e non sacrifici“.

Dobbiamo scrollarci di dosso la tristezza, i musi lunghi, l’aria di afflizione; dobbiamo abbandonare un cristianesimo alla ricerca del potere e del dominio sull’altro, una religiosità del sacro per vivere, invece, la santità dei semplici che vivono la bellezza della vita con gioia e responsabilità. Dobbiamo lasciare andare gli altri, chiunque siano, per la loro strada, non possiamo salvare il mondo, l’unico Salvatore è Gesù Cristo. Allora viviamo con gioia i giorni che ci sono donati perché questa si che è nostra responsabilità.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 12,1-8
 
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Parola del Signore.

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