È lecito o no guarire di sabato?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,1-6

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

Parola del Signore.

Buongiorno.

Con gioia condividiamo la riflessione di Madre Mirella Muia eremita di Gerace che anche questa mattina ci ha donato le parole che seguono:

“Ancora una volta, Gesù è invitato a pranzo da uno dei capi dei farisei, ed è sabato. E, come sempre, “stavano ad osservarlo”.
Gli inviti da parte dei farisei sono sempre un’occasione favorevole per metterlo alla prova, ed egli lo sa.
Questa volta il suo sguardo cade su un uomo malato di idropisia, che sta proprio davanti a lui – e non a caso…
Gesù lo sa bene, e prima di intervenire a favore di quell’uomo rivolge questa parola ai farisei e ai dottori della Legge che lo stanno ad osservare:
” È lecito o no guarire di sabato?”.
Ovviamente, nessuno risponde…e Gesù prende per mano l’uomo malato, lo guarisce e lo congeda – sapendo che quella sua presenza aveva raggiunto lo scopo per cui lo avevano messo lì…

Il sabato, secondo la Legge, è un giorno dedicato alla preghiera e in cui non si deve fare nessun lavoro – ma Gesù insiste:
“Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato ?”.
Proprio di sabato si fa memoria dell’uscita di Israele dall’Egitto: non è forse un segno di salvezza da parte di Dio, come chi libera un figlio caduto nel pozzo?
Così è per la guarigione di quell’uomo malato, cioè impuro secondo la Legge, usato dai farisei come pretesto per cogliere in fallo Gesù.

E per noi è sempre attuale l’interrogativo di fondo: nella nostra esperienza di credenti, che valore riconosciamo alla qualità della vita di chi, sotto i nostri occhi, è bisognoso di un gesto di attenzione e di coinvolgimento da parte nostra?
Forse preferiamo non esporci troppo…?”.

Buona giornata

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

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