Signore, accresci in noi fede!

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17,1-6

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Parola del Signore.

Il commento è dell’Amica Mirella Muia, eremita a Gerace.

Si potrebbe osservare che questa, con l’immediata risposta di Gesù che vedremo subito dopo, non è che l’ultima frase della pagina di questo vangelo.
Ed è vero – ma forse esprime una sintesi delle frasi precedenti, in cui il Signore ci mette davanti a delle condizioni difficili da affrontare e, soprattutto, da risolvere, portandone il peso inevitabile.
Così è dell’impatto delle situazioni che ci scandalizzano, e delle responsabilità che a volte ci coinvolgono – soprattutto della richiesta di perdono da parte del fratello che ci ha offeso, e che a volte non ha neanche il coraggio di pregarci di perdonarlo…
Ecco perché quella preghiera degli apostoli assomiglia tanto a una supplica: accresci la nostra fede, perché possiamo fare come tu dici! Perché da soli non ne siamo capaci…
Ed ecco la risposta di Gesù:

“Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: ‘Sradicati e vai a piantarti nel mare’, ed esso vi obbedirebbe’ “.

Per noi è spesso la quantità che conta, più della qualità. Come gli apostoli, vogliamo sentirci pieni, arricchiti di ciò che ci manca per osare un cambiamento – ma Gesù, Sapienza di Dio in mezzo a noi, ci insegna: basta una briciola, un granello quasi invisibile, di vera fede, di vera fiducia di essere figli a immagine di Dio, basta quel pulviscolo per cambiare in noi l’essenziale: e dalla pretesa di essere radicati e forti là dove siamo, passare alla libertà di essere radicati nel respiro profondo del mare e della sua voce …

Ecco cosa ci dice l’ultimo versetto della prima lettura, dal libro della Sapienza 1:
“Lo Spirito del Signore riempie la terra e, tenendo insieme ogni cosa, ne conosce la voce”.

Anche noi, con una sola briciola di vera fede, impariamo a respirare nell’ascolto della voce di ciò che ci circonda, e che ha bisogno di essere ascoltato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *