Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,14-23
In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».
Parola del Signore.
Immagina un tramonto e cerca di trovare il confine tra ciò che vedi e la realtà. Ti accorgi che il velo è sottilissimo e mentre cerchi di scrutare i dettagli ti sembra di ascoltare una voce che sa di antico. Forse c’è un castello sospeso tra le nuvole, le cui mura iniziano a tremare non per un assalto esterno, ma per il sussurro di un disaccordo interiore: “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina”. È la danza malinconica di una struttura che si sgretola, dove una colonna nega il peso dell’altra finché, con un sospiro di pietra, “una casa cade sull’altra”, svanendo come nebbia al mattino. In questo paesaggio dell’anima, non esiste un sentiero di mezzo, né un’ombra in cui nascondersi senza scegliere. La luce non ammette sfumature incerte: “Chi non è con me è contro di me”, sussurra il vento tra i ruderi. Non è un grido di guerra, ma la legge ferrea dell’appartenenza totale, il battito di un cuore che esige integrità per non dissolversi nel vuoto. Solo chi sceglie di essere dimora unita può restare in piedi, mentre il resto svanisce nei sogni mai nati. Abbiamo bisogno di costruire Comunità capaci di essere solide e solidali, relazioni vere dove la sincerità si fa cemento di unità. Solo così possiamo diventare ciò che desideriamo davvero. Ma per farlo dobbiamo saper Ascoltare e Accogliere. Dobbiamo saper costruire bellezza e armonia; dobbiamo essere disposti a scaldare il cuore per offrire calore a chi non ce la fa.
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️