Il sentiero della luce: dove batte il cuore del Maestro

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore

La meditazione è sul sito dell’Arcidiocesi di Gaeta clicca qui https://www.arcidiocesigaeta.it/angolo-della-preghiera-v-domenica-di-pasqua-3-maggio-2026/

L’ANGOLO DELLA PREGHIERA
V Domenica di Pasqua — 3 maggio 2026

Gv 14,1-12)​

Immaginate un orizzonte aperto, dove il vento della giovinezza soffia forte e il cuore batte a un ritmo di ricerca incessante. In questo brano, Gesù non ci consegna una mappa polverosa, ma il battito stesso del suo cuore.

Dire ai giovani che egli è la «via» non significa indicare una strada asfaltata e noiosa, ma un sentiero selvaggio e bellissimo che si traccia camminando, dove ogni passo falso è un’occasione per essere rialzati. Lo riconosciamo nei sogni che profumano di pulito, in quegli ideali che non accettano compromessi e che ci spingono fuori dal divano per sporcarci le mani di bene.

Gesù è la «verità» che non incatena, ma libera: non è una formula matematica, ma uno sguardo che ti dice: “Tu vali più della tua immagine sui social”. La riconosciamo nel coraggio della trasparenza, quando preferiamo un “no” autentico a un “sì” di plastica.

Infine, egli è la «vita» che esplode: quella forza che ti fa sentire infinito davanti a un tramonto o nel calore di un abbraccio sincero. Riconoscere il Padre attraverso di lui significa accorgersi che la nostra esistenza non è un caso, ma un’opera d’arte in divenire. Se seguiamo questa scia di luce, le “opere più grandi” di cui parla il Vangelo non saranno miracoli distanti, ma la nostra stessa vita trasformata in un capolavoro di amore quotidiano, capace di incendiare il mondo di speranza.

​“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv 14,1).

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

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