Io so chi tu sei: il Santo di Dio!

Dal Vangelo secondo Luca 4,31-37

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.
Parola del Signore

C’è un fremito sottile che attraversa la penombra della sinagoga di Cafarnao, un brivido profondo che non nasce dalla paura, ma dall’incontro con l’ineffabile. Gesù parla, e le sue parole non sono un semplice eco di leggi antiche, ma un soffio vivo che ridesta la materia, una vibrazione d’eternità che accarezza l’anima e ne spalanca gli abissi. In quel silenzio sospeso, dove persino il tempo sembra trattenere il respiro, un’ombra si agita, incapace di sopportare la luce calda e purissima che emana dal Maestro. È l’urlo del buio che si spezza, una voce profonda e tremante che rompe l’incanto per svelare il segreto nascosto al mondo: «Io so chi tu sei: il santo di Dio!». In quell’invocazione disperata e lucida, l’oscurità riconosce la sua fine e, al contempo, l’alba della vera libertà. Basta una sola parola di Gesù, un comando dolce e sovrano come il vento che placa la tempesta, per sciogliere le catene invisibili e restituire l’uomo alla sua luce originaria. Il male si dissolve come nebbia al sole del mattino, lasciando dietro di sé non la rovina, ma uno stupore reverente e una pace che ha il sapore delle stelle. Gli sguardi dei presenti si intrecciano, smarriti e sognanti, attraversati dalla certezza che il cielo ha finalmente toccato la terra, portando con sé una promessa di grazia che nessun buio potrà mai più spegnere.

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

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