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L’aroma del profumo

Le buone azioni sono il profumo che il Signore gradisce e la forza dell’amore che le guida diffonde l’intensità del suo aroma. Ci sono fragranze dal carattere pieno ed altre più dolci ma tutte esprimono la bellezza dell’amore.

Amare è, perciò, la via giusta per testimoniare e per offrire segnali capaci di ispirare ed orientare anche le scelte degli altri nel gioco della vita. Ed è proprio la vita che ci chiama a profumare il mondo attorno a noi per offrire gioia e speranza agli altri.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

   Parola del Signore

LUCE E TENEBRE

Luce e tenebre si confondono, gioia e dolore convivono, vita e morte si uniscono. Mai, come oggi, nella storia dell’umanità tutto questo è stato vero per tutte le donne e gli uomini.

I riti della Passione incarnano la verità del messaggio di Cristo. Ognuno di noi ha la possibilità di leggere questo tempo come segno e simbolo della fine e di un nuovo inizio.

Buon cammino di resurrezione.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo

– Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.

– Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

– Uno di voi mi tradirà
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

– Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

– Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».

Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.

– Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».

Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

– Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.

– Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».

Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».

– Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

– Consegnarono Gesù al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il “Campo del vasaio” per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».

– Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.

Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

– Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

– Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».

Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

– Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.

– Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.

– Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.

– Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.

Parola del Signore.

palloni colorati

Cercare, cercare ancora. Cercare sempre qualcuno o qualcosa che possa soddisfare la nostra sete d’infinito. Proviamo oggi ad alzare gli occhi al cielo, proviamo a seguire il movimento delle nuvole con le sue mille forme, o il volo delle rondini che da qualche settimana sono tornate ad abitare i nidi sotto le grondaie delle nostre case. Proviamo a lasciare andare i nostri pensieri. Lasciamo che mente e cuore possano vivere un tempo di vera e autentica libertà fuori dai giochi e dalle gabbie dei calcoli e degli opportunismi. Forse riusciremo a trovare il bello e il buono che fin da sempre il nostro creatore ci ha donato. Il creato, questo meraviglioso creato, nel quale San Francesco ha trovato ispirazione per farsi giullare di Dio ci aiuterà in questo tempo inedito e difficile a ritrovare la nostra identità originaria.

Papa Francesco ieri mattina ci ha prospettato un futuro difficile, complicato, … un futuro dominato da problemi di lavoro, di povertà, di difficoltà … Avremo bisogno di forza, di coraggio, di pazienza. Avremo bisogno di aiuti, di sostegno e di tanta fede.

Oggi, il Vangelo ci racconta, invece, dei calcoli che fanno i potenti del Tempio. Caifa, infatti, dice: “è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera”. Le sue parole sono l’espressione di calcoli umani, di miseri progetti di conservazione del potere.

Gesù ha sconfitto i calcoli di Caifa e compagni e ha cambiato il mondo e anche noi siamo chiamati a farlo. Siamo chiamati a rivoluzionare questo mondo partendo da noi stessi. Il nostro cambiamento è la chiave di volta in grado di cambiare questo vecchio mondo egoista, di buttare all’aria invidia, gelosia e cattiverie varie per abbracciare davvero tutti. Questo è il tempo per essere e dimostrare a noi stessi che l’amore ci abita e non vogliamo partecipare al malefico disegno di Caifa e compagni che vogliono uccidere Gesù con la loro ipocrisia agendo solo per conservare il loro potere e non cambiare nulla.

È per questo che dobbiamo abbandonare le vecchie logiche che hanno portato il mondo a questo disastro esistenziale e far volare i pensieri insieme ad un fascio di palloni colorati che il vento dell’amore porterà oltre ogni umana immaginazione.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

   Parola del Signore

Oltre il giordano

Ogni persona o situazione che da fastidio al potere va eliminata. Il potere non vuole essere contraddetto. Il potente, infatti, si comporta da prepotente. Non accetta il confronto e scambia i suoi desideri per legge. Egli crede di essere al di sopra di tutto e di tutti e vuole dimostrarlo a tutti i costi. Non si ferma nemmeno di fronte all’evidenza e cerca il modo per imporre agli altri la sua volontà. È quello che accade a Gesù e che purtroppo accade anche oggi più spesso di quanto si crede.

Il cristiano, come Gesù, però, ha il diritto dovere di opporsi alle prepotenze. Lo deve fare per onorare la verità e per un’esigenza di dignità. Il cristiano, infatti, anche a rischio di pagare di persona si opporrà al potere e, soprattutto, al potere mascherato da buonismo. Il cristiano con pacatezza e con la forza della verità avrà cura di mettere tutti davanti alle proprie responsabilità e lotterà con dignità perché nessuno abbia la possibilità di schiacciare l’altro.

Il vangelo di oggi ci mette di fronte un esempio eloquente. Scribi e farisei, sono sempre più infastiditi dal fatto che in tanti seguono Gesù e, così, cercano di catturarlo. Per farlo lo accusano di “farsi re”. Un’accusa chiaramente falsa. Gesù, però, riesce a non farsi catturare. Si rifugia oltre il Giordano. Sente che la sua ora sta per arrivare e fugge, cercando di non farsi catturare; cerca riparo in un luogo sicuro. La sua non è paura ma esigenza necessaria ad evitare il livore e la rabbia disperata dei potenti del Tempio che vedono messa a rischio la loro fetta di potere.

I potenti, però, non dimenticano e continuano a cercare l’occasione per toglierlo di mezzo. Gesù ne è consapevole ma non rinuncia alla sua missione. Affronterà il suo destino e si prepara a farlo.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

   Parola del Signore

Le PIETRE e il Male

Ci è stato dato di vivere un tempo difficile. Nessuno poteva immaginare quello che stiamo osservando. Nessuno avrebbe mai potuto pensare che il mondo intero fosse attraversato da un simile incubo di morte. Nessuno!

Rinchiusi nelle nostre case e inondati da notizie ogni giorno sempre più esplicite e sempre meno rassicuranti continuiamo, però, a sperare che tutto abbia presto fine.

Questa volta il nemico è invisibile e insidioso. Si infila nei polmoni e lentamente toglie il respiro. Eppure questo male è destinato a scomparire come ogni male che abita questo mondo fin dagli inizi.

Ed è proprio il male la radice sulla quale si innesta la rabbia e l’invidia che guida scribi e farisei che desiderano eliminare Gesù. Oggi, sono loro a raccogliere le pietre che hanno risparmiato l’adultera tentando di usarle per colpire il Maestro che, invece, continua ad invitare il popolo ad osservare la legge dell’Amore.

E noi cosa pensiamo di fare? Accogliere Gesù nella nostra vita e affrontare il presente con la forza della speranza cristiana oppure prepararci a colpirlo con le pietre dei nostri peccati contribuendo cosi a trasformare questo mondo nell’inferno che il coronavirus spera di farci vivere?

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

   Parola del Signore

Liberi di volare

Cieli immensi, spazi infiniti, orizzonti larghi liberano mente e cuore e, come farfalle dalle ali variopinte, se liberi, disegnano sentieri inediti lasciando tracce che profumano di eternità. Cosi donne e uomini liberati dai pesi dei pregiudizi cercano di scrivere pagine nuove che sanno incoraggiare per osare. Guidati da uno Spirito buono esplorano strade nuove e aprono varchi di bellezza e di bene.

La schiavitù cede il passo e il peccato s’impantana su sabbie mobili che lo risucchiano fino al cuore del peggiore abbisso. Tutto il male, svergognato, si nasconde lasciando il passo alla semplicità del bene e ad un futuro che brilla e seduce i cuori.

L’animo si rialza alto nel cielo azzurro e tutte le cose che circondano l’uomo si colorano riempiendo gli occhi di spruzzi di gioia che donano serenità per giorni infiniti.

Perfino la natura s’incanta e l’ala protettrice del Padre si dispiega per riparare dal male fino a quando, capaci di scegliere, sapranno indirizzare i passi incontro al mistero che donerà quello che si è sempre desiderato: incontrare il Figlio, migliore testimone di un Padre misericordioso e appassionato amante dell’umanità.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

   Parola del Signore

OLTRE le stelle

Alziamo lo sguardo fin lassù. La dove gli spazi infiniti sembrano abitati solo dalle stelle. La vista si perde in un mare di piccole luci che possono aiutare i sogni a prendere forma. In questo infinito senza tempo ci sei tu, eterno Padre. La tua presenza è da sempre e Tuo figlio ce lo ha raccontato. Nessuno ti ha mai visto con gli occhi ma molti ti hanno avvertito in un vento leggero, nel soffio di una candida brezza che accarezza la vita. Il cuore, il nostro piccolo cuore di carne ti ha percepito, ti ha ascoltato e si fa capace di capire che, senza di te, la vita, per davvero, non avrebbe senso. Hai aperto un dialogo con l’uomo e, fin dalla notte dei tempi, ci hai parlato e l’eco della Tua Parola ha trovato “casa” anche in tavole di pietra, poi, il tuo Amore per noi ci ha donato Tuo Figlio che continua ad abitare i nostri tabernacoli dove, nel silenzio, non si stanca di raccontare il mistero (piano di salvezza per ogni uomo).

Come potremmo vivere senza di te che sei l’Infinito, l’eterno, l’immenso creatore. Tu che abiti l’universo sei la nostra pace, il rifugio sicuro, il riparo che protegge. Nessun potente di questo mondo potrà mai essere tuo pari. Siamo polvere che la tua Luce può illuminare, fragili comparse che attraversano spazi e tempo infinitamente piccoli mentre crediamo di essere grandi. Poveri noi, illusi costruttori del nulla. Perdiamo la vita a costruire castelli di sabbia e viviamo come folli menestrelli di storie banali oscurando la Verità.

Dio dell’Infinito dacci forza e coraggio di confessare il nostro niente e aiutaci a ridare cuore ai nostri pensieri e alle nostre azioni; spazza via la nebbia e facci vedere, finalmente, il Tuo tutto nascosto nei fiori, tra le alte montagne verdi e in ogni essere umano, frammento della Tua Potenza creatrice.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

   Parola del Signore

Polvere che salva

 L’aria sporca impedisce di vedere in lontananza come gli occhi pieni di rabbia oscurano la possibilità di guardarsi dentro.

Quando, invece, dopo la tempesta, la polvere si deposita a terra e la vista può guardare l’orizzonte l’uomo riesce a scoprire la bellezza di panorami mozzafiato. Allo stesso modo, quando l’ira cede il passo alla calma la pace abita il cuore che si fa capace di guardare il bene e solo quello.

L’odio e la rabbia di scribi e farisei coinvolge una donna adultera e chiedono a Gesù di giudicarla. Il Maestro sembra ignorarli e scrive con il dito per terra delineando segni ignoti su quella stessa polvere caduta a terra dopo la tempesta. Il cielo è limpido, l’orizzonte chiaro, la vista può toccare l’infinito.

Le rondini solcano il cielo seguendo rotte ignote che catturano i cuori e scuotono le coscienze. In questi giorni di primavera proviamo a guardare fuori dalle nostre case, proviamo a seguire con gli occhi il volo delle rondini. Scopriremo segni ignoti e strade per provare ad aprire le porte del cuore. Scegliamo di accogliere la luce di Cristo e riusciremo a ricostruire spazi di bellezza e di bene.

Lo spettacolo delle rondini in volo e i loro percorsi, liberamente, tracciati nel cielo, ci aiuteranno a non giudicare gli altri e a guardare noi stessi con maggiore verità.

Siamo fragili, deboli e bisognosi di essere accolti dalla misericordia di Dio. Non siamo giudici, o lapidatori degli altri ai quali, invece, assomigliamo molto perché, anche noi, siamo attraversati dal male e dalla debolezza.

Ognuno ha bisogno della carità, dell’amore e della comprensione solidale degli altri.

Gesù, intanto, continua a scrivere segni ignoti sulla polverosa terra sperando che i cuori degli uomini si facciano capaci di abbandonare la rabbia e l’odio per abbracciare, finalmente, il bene.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adultèrio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

   Parola del Signore

Oltre la morte

Potenza e Amore di Dio per l’uomo, spesso, si confondono. Il dolore e la morte scuotono ogni forma di silenzio e una nuova umanità ha la concreta possibilità di attraversare il tempo e la storia.
In ogni crisi c’è sempre un abisso da superare e un orizzonte nuovo da esplorare.
Dopo ogni difficoltà c’è sempre una ripartenza. Quando usciremo dal dramma di questa crisi, infatti, avremo ancora, grazie a Dio, acqua e sole, vento e pioggia, alberi e fiori, mare e monti, ruscelli e fiumi e desideri intensi da condividere.
Questa umanità risorgerà più forte di adesso e ogni mollezza si trasformerà in nuova energia vitale, le antiche regole cederanno il passo ad uno nuovo stile di essere.
Usciremo fuori dai nostri sepolcri e liberati dai tanti blocchi mentali che ci siamo costruiti potremo vivere una nuova libertà consapevoli che il male sarà alle nostre spalle.
Presto un nuovo arcobaleno illuminerà il cielo.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Parola del Signore

Soffia il vento

Non puoi fermare il vento. Non puoi bloccare il desiderio della libertà. La forza della passione guidata dalla verità spazza via ogni prudenza e le azioni si fanno forti, le parole potenti mentre chi detiene il potere si allarma.

Accade la stessa cosa a Gesù che i Giudei cercano di uccidere perché la sua Parola mobilita le masse e da fastidio ai potenti del tempio, cioè ai sacerdoti che guidavano il popolo.

Gesù che in un primo momento non voleva più andare in Giudea per evitare il pericolo decide, invece, che non poteva più rinunciare e che il momento decisivo era, davvero, arrivato. Ed è così che va a Gerusalemme e sfida i potenti. Entra nel Tempio e qui comincia ad insegnare.

Il vento della “rivoluzione cristiana” ha la forza di scuotere profondamente la coscienza delle masse. Non si può fermare il vento quando le parole sollevano i cuori; quando il desiderio della libertà ti prende nel profondo; quando la vita, finalmente, decide di esprimersi in maniera autentica.

Quando il vento del bene soffia forte ogni male tenta la reazione, lo scontro sarà sconvolgente e la vita viene messa fortemente a rischio. Eppure non si può più far finta di niente. Bisogna sradicare il male, ogni male, che sia fisico o che morale. Bisogna estirparlo dal profondo del cuore o del corpo per far rinascere la vita nella verità e costruire una nuova umanità. Se ci pensiamo bene questo che stiamo vivendo è proprio il tempo giusto nel quale assumere su di se il coraggio e decidere per il bene. C’è una guerra da combattere nella quale ognuno dopo aver vinto il proprio egoismo deve scendere e unirsi a chi lotta per il bene. Non c’è più tempo da perdere. Gesù ce ne ha dato l’esempio.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

   Parola del Signore