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Non temere … Vivi!!!

Non temere.
Non temere di prendere …
Non temere di accogliere …
Non temere di essere.

Incrocia lo sguardo,
soffermati sul luccichio degli occhi,
scruta le rughe,
ascolta le storie,
ringrazia e
sorridi alla vita.

Non temere, gioisci.
Non temere, esulta.
Non temere, rallegrati.
Non temere …
la tua preghiera è stata esaudita.

Se camminerai pieno di Spirito Santo,
la potenza dell’Altissimo,
cambierà molti cuori e tu…
proprio tu, Zaccaria, sarai strumento muto nelle mani del Padre.

Nel silenzio vedrai la potenza di Dio che toglierà ogni vergogna e ogni paura.

Non temere … Vivi!!!

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

+ Dal Vangelo secondo Luca

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso.
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Parola del Signore

Tu lo chiamerai Gesu’

Un angelo di Dio e
un artigiano, Giuseppe,
collaborano al disegno del creatore:
offrire un salvatore che perdona i peccati.

L’uno porta un messaggio,
l’altro lo accoglie.

Maria può stare tranquilla.
Ma non è tutto.

L’angelo dice a Giuseppe
“Tu lo chiamerai Gesù”,
e  così accadrà.

Gesù porta la salvezza;
nel nome c’è il programma di una vita.
Egli è l’atteso da sempre
colui che salva e da la Gioia.

Ma Egli è anche il Cristo,
l’unto con il crisma dei Re.
Egli è l’atteso da sempre
colui che salva e da Gioia.

E allora, Gesù Cristo, Signore nostro,
salvaci dai peccati e
donaci la Tua Pace e la Tua Gioia,
cioè il regno del Padre.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,
che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore

Fuori le righe senza paura

Prepara e indica,
esorta e rimprovera,
Giovanni sa bene chi è e
cosa è stato inviato a fare.

La gente lo segue,
lo ascolta e si converte.

Le Autorità si allarmano,
si preoccupano di controllare e
di conoscere perché,
nulla deve sfuggire al loro comando,
tutti devono essere autorizzati.

Il Battista sfugge a questa logica,
egli non ha pretese,
non si colloca sul piedistallo,
Giovanni sa
di essere ponte tra antico e nuovo,
di essere inviato a preparare,
di essere piccolo,
di essere solo “voce”.

Ma le Autorità non vogliono capire
e allora indagano e interrogano,
sono cieche e timorose,
arroganti, chiuse al nuovo, invidiose e agiscono solo come  custodi del potere.

Giovanni continua la sua missione,
libero e forte, puro e semplice,
senza alcuna velleità di potere,
annuncia la presenza di Dio in mezzo,
denuncia la cecità del popolo
che non riconosce il Messia,
e invita a cambiare vita.

E noi, noi oggi,
lasciato libero lo spirito,
sappiamo ascoltare i Giovanni?
desideriamo riconoscere Gesù?
vogliamo davvero cambiare vita?

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Gv 1,6-8.19-28
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

Non ti riconosco

Guardiamo
ma non sappiamo “VEDERE”,

sentiamo
ma non vogliamo “ASCOLTARE”

e così che non “RICONOSCIAMO”.

Ora come allora,
Cristo è
il rifiutato,
l’abbandonato,
l’escluso,
l’isolato.

E allora apriamo gli “occhi del cuore”
per “VEDERE”, “ASCOLTARE” e
“RICONOSCERE” il Cristo
che vive per strada,
che bussa alla porta,
che nel silenzio soffre,
che solo vive la notte,
che vive accanto …
che abita più vicino di quanto immaginiamo.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Mt 17,10-13
Elìa è già venuto, e non l’hanno riconosciuto.

Dal Vangelo secondo Matteo

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Parola del Signore

Dedicata agli ultimi

Intolleranti e presuntuosi
si oppongono a tutti e a tutto;
vedono il male anche se c’è del bene
ed è così che scrivono pagine di odio.

Si mostrano buoni e comprensivi
e poi, invece, agiscono con perfidia.
Provano invidia,
sono gelosi, presuntuosi,
e per eliminare qualcuno  lanciano false accuse.

Giudicano e condannano
e cosi difendono se stessi.

Gesù osserva tutto,
scruta ogni loro mossa,
lascia fare i malvagi
e protegge le vittime.
Si fa presenza reale, umana
e dona pace e gioa
a chi grida lamenti di disperazione,
a chi è sconfitto dal male,
a chi soffre per un figlio perso,
a chi piange una relazione perduta,
a chi è malato,
a chi cerca una risposta,
a chi è solo e abbandonato,
a chi è messo da parte,
a chi è ultimo tra gli ultimi.

Questi, invece, sono i prescelti del Signore.
A loro e, non ad altri,
Gesù si fa vicino
e a loro consegna le chiavi del Regno.
perché ogni malcontento sia sconfitto
e ogni opposizione battuta.

  • Franca e Vincenzo oblati osb-cam bI

Mt 11,16-19
Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell’uomo.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori” .
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Parola del Signore

Sulla strada

Un profeta,
un grande profeta
nessun uomo più grande di lui.

Giovanni il Battista
prepara i cuori ad accogliere Gesù,
apre una via,
e indica che sta per venire.

Apriamo il cuore,
disponiamo corpo e mente
e lasciamoci portare.

Spingeremo i nostri passi
dove Lui vorrà,
lo faremo con gioia
e questo farà di noi
strumenti buoni,
docili, umili e veri…
… presenza dell’Altissimo
sulle strade del mondo.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo Gesù disse alla folla: “In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda”.

Siamo pietre chiamate a farci piuma

Stanchi e oppressi
ma non vinti.

Il Signore invita a cercarlo
e a seguirlo.

È Lui che offre pace e gioia.
che dona speranza,
che invita ad avere coraggio.

È Lui che si mostra mite,
che indica la via dell’umiltà,
che spinge alla dolcezza.

Animati da una antica forza,
purificati dalla saggezza del suo gioco,
facciamoci semplici come i bambini e
impariamo a seguirlo
con il cuore libero,
consapevoli
che tutto è a tempo,
che abbiamo radici da ricordare,
che ogni talento ha un limite,
pronti ad ammettere gli errori
e a riconoscere i meriti degli altri,
aiutandoli ad avere successo,

Siamo pietre chiamati a farci piuma.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Mt 11,28-30
Venite a me, voi tutti che siete stanchi.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

Calmare il cuore

Smarriti e impauriti,
perplessi
e spesso senza meta.

Il cuore batte forte,
le mani sudate,
gli occhi agitati.

Persi nel vuoto
si resta paralizzati
e si aspetta un segno.

A volte c’è solo notte,
si è soli, abbandonati,
rifiutati ed evitati.

Ma eccolo,
il Pastore buono,
ci cerca,
ci trova,
ci carica sulle spalle.

Il cuore si calma,
le mani non sudano piu,
gli occhi trovano pace.

Non siamo più soli.
Lui, il Signore,
ci ha salvati.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Mt 18,12-14
Dio non vuole che i piccoli si perdano.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

Parola del Signore

Il prodigio di un incontro

Farisei e maestri della Legge
non ci stanno …
non riescono a capire.

Accecati dall’invidia,
contestano Gesù
che continua a guarire,
che perdona i peccati,
che ridona la vista ai ciechi,
che risana le ferite del corpo
e dello spirito.

Stupore,
meraviglia,
prodigi mai visti.

La fede cambia la vita
e la cambia in profondità,
nessuna offesa ci tocca,
nessuna calunnia ci abbatte,
nessuna accusa lo è più…

Il Signore,
il Signore è più grande …
più grande delle miserie umane.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

 

 

Lc 5,17-26
Oggi abbiamo visto cose prodigiose.

Dal Vangelo secondo Luca

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Parola del Signore

Un fiore nel deserto

Una voce, un invito …
mi nascondo.
Sono in una grotta,
chiuso dentro di me.

La voce di Giovanni
continua ad alzarsi,
tocca i deserti dell’anima
solleva antiche barriere,
apre al Mistero atteso
e i nervi scoperti scuotono,
scuotono una vita disperata.

Uno sguardo curioso scruta l’oltre,
accenno un piccolo passo,
provo ad avvicinarmi,
la strada è piena di ostacoli,
pericoli, inganni e paure.

Devo, devo andare,
non posso più stare nascosto.

Spero nella Luce
e apro il cuore
in attesa dell’insperato
ed ecco
tra le pietre
spunta un fiore
e un raggio di sole
lo fa brillare.

Il cuore si desta
e anche il deserto
sembra un giardino.

Raccolgo l’invito e volo, Volo alto.

Coraggio, si può fare !!!

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Mc 1,1-8
Raddrizzate le vie del Signore.

Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Parola del Signore